Max Dellacasa

(vincitore del contest “Scrivi una recensione ai Fiori”)

Mi trovo a chiedermi quanto possa essere gentile e soprattutto corretto giudicare l’esordio dei FIORI paragonandolo a quanto realizzato dai loro illustri predecessori.

Il nome dei TITOR riecheggia ancora forte e chiaro nelle orecchie e nel cuore di chiunque si sia trovato faccia a faccia con quella meravigliosa realtà dell’underground torinese, così come è ancora ben vivo il senso di sconforto e di perdita alla notizia del loro scioglimento.
Ora finalmente possiamo dire che “non tutto è perduto”!
Sandro Serra (chitarra e voce) e Giuseppe Azzariti (batteria) si sono presi l’onere e l’onore di dare un seguito ad un’esperienza esauritasi decisamente troppo presto, e per farlo hanno unito le forze con un altro “pezzo da novanta”, Luca Pisu (Fratelli di Soledad) al basso e alla voce.
Ne esce fuori una formula “power trio” assolutamente potente, dinamica e tagliente, capace di esprimere un songwriting di assoluto livello negli undici brani che vanno a comporre “L’Eleganza”, album d’esordio che verrà presentato sabato 6 aprile allo Spazio 211 a Torino.
Il filo conduttore con l’esperienza dei Titor è ben presente nell’arco di tutto l’album, e sarebbe stato un peccato mortale se così non fosse stato.
Ma allo stesso tempo siamo fortunatamente ben lontani dalla mera replica.
“L’Eleganza” è un signor lavoro, che vive di vita propria ed entusiasma dall’inizio alla fine, dai devastanti 42 secondi dell’iniziale “Torno” al crescendo quasi desert-rock della conclusiva “Intorno”.
Tante le perle sparse nell’arco dell’esordio dei FIORI, dal furibondo grido anticonformista di “Le Capre” alla sfuriata al vetriolo di “Flessibile”, dall’atmosfera sospesa della splendida “Immobile” all’insospettabile melodia che fuoriesce dalla dinamicissima “Necessario”.
Undici brani senza cadute di stile e di qualità, che appena terminati mi hanno fatto venire voglia di riascoltarli da capo.
Ironia, dinamismo, cattiveria. “Io parlo diverso da te e se provi ad essere me, ti taglio la testa col flessibile”
Che arrivino o meno dal 2036… se ne sentiva proprio la mancanza!

Max Dellacasa